5 OTTOBRE IN PIAZZA CONTRO IL GENOCIDIO
(ore 14, piazzale Ostiense – metro Piramide)
Mentre scriviamo queste righe i blindati e le truppe di Tsahal hanno da poco oltrepassato i confini meridionali del Libano, dando il via a una nuova invasione che, insieme ai recenti bombardamenti di Siria e Yemen, si aggiunge al massacro incessante che da un anno Israele perpetra a Gaza, così come all’aggravarsi del regime di apartheid a cui costringe la Cisgiordania.
Ancora morte e distruzione, fame ed espulsione che sempre ne conseguono, si stringono come una morsa intorno alle vite di milioni di civili ma al contempo rendono evidente l’estendersi dei confini della guerra, combattuta oramai su un piano regionale e da tempo giocata su scala globale.
La guerra contro Hamas cominciata il 9 Ottobre, d’altronde, è divenuta rapidamente genocidio della popolazione civile di Gaza e con la parallela ripresa delle occupazioni illegali, delle incarcerazioni e delle uccisioni di massa in Cisgiordania, così come ora con i bombardamenti in Siria, Libano e Yemen, l’obiettivo scellerato del governo israeliano sembra sempre più evidente.
Il coinvolgimento dell’Iran, funzionale a una ridefinizione dei rapporti di forza e delle alleanze in Medio-Oriente, l’accettazione, se non la ricerca, di un regime globale di guerra e di una continua escalation militare dagli esiti imprevedibili, ma pur sempre barattabili di buon grado dalla criminale dirigenza di Tel Aviv, probabilmente consapevole che solo questa logica imperiale possa mantenerla al comando.
In questo contesto drammatico vogliamo ribadire la priorità della nostra solidarietà e della nostra complicità con il popolo palestinese che resiste al terrore e al tentativo ultimo della sua cancellazione. Saremo in piazza sabato 5 ottobre, perché si fermino la guerra di sterminio e l’occupazione, perché si soccorra finalmente la popolazione, per sostenere l’autodeterminazione a Gaza come in Cisgiordania, avviare un processo di decolonizzazione autentico dei territori occupati.
Per il diritto al ritorno, per la dignità e la libertà di ogni palestinese ovunque in Israele come in West Bank, nella Striscia come nei campi profughi dei Paesi vicini. Vogliamo rimanere a fianco dei giovani e delle donne palestinesi, libanesi, siriane, iraniane e yemenite, con chi è in lotta contro il delirio imperiale dell’occidente in crisi e per la propria autodeterminazione e libertà messa costantemente a rischio dai regimi che governano i propri Paesi.
Vogliamo scendere in piazza nonostante il divieto di manifestazione annunciato dalla questura. Si tratta di un precedente gravissimo, zelante anticipazione del “Ddl sicurezza” attualmente in discussione, che intende colpire senza remore il diritto di espressione e di dissenso previsti e difesi dalla nostra Costituzione, e che nondimeno incarna la proiezione interna di questo regime di guerra che vogliamo e dobbiamo combattere, prima che forme differenziali di repressione e controllo divengano freno quotidiano delle nostre libertà e autonomia.
Non possiamo più separare la solidarietà al popolo palestinese e ai popoli colpiti dall’aggressione israeliana con la necessità di ricostruire un movimento globale contro la guerra, per la giustizia sociale ed ambientale, per farla finita con il colonialismo, lo sfruttamento e il patriarcato. Un percorso che dovrà necessariamente estendersi e moltiplicare le forze, le alleanze, le connessioni.
Casale Garibaldi – common at work
