IL PARCO DEL CASALE: bene comune tra autogestione e assenza istituzionale

Le premesse sono note: nel 2017, scaduta la vecchia convenzione, l’Associazione Casale Garibaldi si è opposta alla richiesta di rilascio degli spazi, rilanciando un percorso di partecipazione diretta, lotta e autogestione.

Recentemente alcuni abitanti di zona ci hanno segnalato la condizione precaria di alcuni alberi che necessitano di interventi periodici di cura. Abbiamo risposto che, dal 2017, ci facciamo carico della manutenzione ordinaria e straordinaria dell’immobile e del parco. Ma come è facile comprendere, la gestione del verde verticale richiede una capacità tecnica, logistica ed economica che nessuna realtà sociale può garantire. Non è un caso che, nella nuova delibera 104 sulla gestione del patrimonio pubblico, la manutenzione straordinaria risulta a carico esclusivo delle amministrazioni pubbliche.

Nonostante ciò, in questi anni abbiamo curato il verde per tutto quello che era nelle nostre possibilità: cura del verde orizzontale, potature piante, controllo piantumazioni, controllo e trattamento della “cocciniglia tartaruga” che ha colpito i pini di Roma, interventi di disinfestazione periodica e di derattizzazione, pulizia quotidiana del parco assediato da rifiuti e dalle microplastiche disperse dal vento dai cassonetti vicini. 

Per affrontare queste criticità, oltre al lavoro quotidiano volontario, abbiamo aperto anche una interlocuzione con il municipio, che ha portato a due sopralluoghi e la promessa di alcuni interventi straordinari: potature grandi altezze, rimozione alberi ammalorati, ridefinizione dell’intero perimetro dell’area del casale. Interventi promessi e non ancora effettuati.

L’incessante pressione sugli enti locali ha riguardato anche il problema della raccolta rifiuti e dell’illuminazione del parcheggio antistante il casale, fruito dagli abitanti e dai frequentatori del mercato rionale. Grazie alle sollecitazioni, il prossimo Piano di servizio di AMA dovrebbe includere anche la pulizia ordinaria di questa area che, ad oggi, si trasforma periodicamente in una vera e propria discarica.

Ci è ben chiaro che questi temi hanno a che fare con una idea di città pubblica, inclusiva, efficiente, che garantisca servizi e diritti per tutte e tutti. È nostra intenzione quindi costruire un percorso pubblico rivolto a tutti coloro che, in forma collettiva o singola, condividono l’obiettivo di un quartiere e una città come beni comuni e non come speculazione per gli interessi di pochi. Insieme ce la possiamo fare.


Last but not least: qualche residuo locale della peggiore politica liberista – renziani al soldo della destra – sta continuando la sua guerra solitaria contro il Casale per impedire l’operatività degli interventi proposti nella gestione del verde. Una disperazione politica ed umana che intende colpire le esperienze di mutualismo e di partecipazione popolare: coincidenza vuole che in questi anni il Casale ha subìto diversi danneggiamenti e atti vandalici, avvenuti sempre di notte, naturalmente.
Nel frattempo si utilizzano finanziamenti pubblici, sotto il nome-truffa “rigenerazione urbana”, per opere di maquillage e finto decoro, vere e proprie marchette elettorali, che non risolvono nemmeno uno dei problemi di vivibilità del quartiere. Si tratta di iene che chiedono uno strapuntino nel governo locale, qualche briciola di potere e attenzione mediatica. Iene che non riusciranno a fermare l’esperienza del Casale e le rivendicazioni per un quartiere migliore.